In arrivo 27 milioni per rilanciare le aree di crisi industriale.


l via dal 14 luglio gli incentivi per rilanciare cinque aree di crisi industriale per le quali il Mise mette a disposizione complessivamente risorse pari a circa 27 milioni di euro.

Gli interventi rientrano nell`ambito della riforma della legge 181/89, promossa dal ministro Giancarlo Giorgetti, che ha l`obiettivo di semplificare e accelerare le procedure in favore delle imprese che richiedono agevolazioni per realizzare programmi di investimento sul territorio nazionale.


Le aree di crisi industriale riguardano territori di Friuli Venezia-Giulia, Toscana, comuni delle Marche, Venezia, area costiera livornese.


In particolare verranno finanziati i progetti di riconversione, riqualificazione e rilancio industriale previsti nei seguenti territori: area di crisi industriale non complessa della regione Friuli Venezia-Giulia, con agevolazioni pari a 1.977.677,85 di euro; area di crisi industriale non complessa della regione Toscana (provincia di Massa-Carrara), con agevolazioni pari a 6.336.194,40 di euro; l’area di crisi industriale del gruppo Antonio Merloni (comuni della regione Marche), con agevolazioni pari a 7.160.253,59 di euro; area di crisi industriale complessa di Venezia, con agevolazioni pari a 6.231.245,25 di euro; e infine l’area di crisi industriale complessa del polo produttivo dell’area costiera livornese, con agevolazioni pari a 5.006.554,10 di euro.

«Si tratta di interventi che puntano a rilanciare la competitività di importanti aree industriali del Paese, in difficoltà per la crisi di alcuni settori produttivi che hanno contribuito ad accrescere lo stato di sofferenza del tessuto economico e sociale del territorio – ha dichiarato il ministro Giancarlo Giorgetti. – Per accelerare gli investimenti sono state rese più veloci le procedure amministrative della legge 181/89 in modo da consentire una erogazione più veloce dei contributi a sostegno di programmi di sviluppo che puntano sull’innovazione, la sostenibilità ambientale e la tutela dei lavoratori».

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